Storia dell'Officina
L’Officina nasce molto prima di avere un indirizzo. Le sue origini risalgono a oltre quindici anni fa, a Napoli, quando qualsiasi angolo poteva trasformarsi in uno spazio di sperimentazione e ogni superficie diventava un banco di lavoro.
La prima vera sede prende forma nel 2018, nel quartiere Pigneto di Roma. È qui che un’idea iniziata quasi per esigenza comincia a diventare un progetto concreto.
Nel 2022 quel progetto trova finalmente la sua casa: uno studio-laboratorio pensato come luogo di creazione, ricerca e condivisione, dove poter accogliere clienti, amici e chiunque sia curioso di avvicinarsi al mondo dell’artigianato contemporaneo.
L’Officina è uno spazio in continua evoluzione. Qui sperimento tecniche e processi legati alla ceramica, con una particolare predilezione per la porcellana, materiale tanto delicato quanto affascinante. La ricerca, però, non si ferma alla ceramica: realizzo anche accessori in ottone, resina e, talvolta, cemento, lasciando che materiali diversi dialoghino tra loro.
Oltre alla produzione, l’Officina è un luogo dedicato alla condivisione del sapere. Ospita corsi di ceramica per adulti e workshop, spesso realizzati in collaborazione con altri professionisti, creando occasioni di incontro, confronto e sperimentazione.
Lo studio è anche la sede dell’associazione culturale Liberatorio: uno spazio aperto, nato con l’idea di offrire un momento di pausa dal ritmo quotidiano, stimolare la creatività e dare alle persone la possibilità di esprimere liberamente il proprio potenziale.
Chi Sono
Mi chiamo Nausicaa, sono architetto e designer e ho trovato nella ceramica il linguaggio con cui esprimere la mia visione.
Dopo la laurea in architettura a Napoli e diversi anni di esperienza in studi professionali, ho capito che ciò che desideravo davvero era progettare e realizzare oggetti con le mie mani. Il progetto, inteso come processo di ricerca e di pensiero, resta il punto di partenza di ogni mio lavoro. Anche quando creo una collezione di ceramiche, ogni pezzo nasce da un concept preciso e si sviluppa all’interno di un racconto coerente.
L’architettura continua a essere una fonte inesauribile di ispirazione. Forme, dettagli costruttivi e materiali dialogano con il mio lavoro e riaffiorano in modi inaspettati: bulloni, barre in ferro ed elementi elettrici vengono sottratti alla loro funzione originaria per diventare parte di un nuovo linguaggio estetico.
Con il tempo è nata l’esigenza di dare forma agli oggetti che immaginavo, trasformando un sogno in un percorso di autoproduzione. Ho sperimentato materiali, tecniche e processi, imparando che ogni creazione nasce dall’incontro tra progetto e materia, in un equilibrio fatto di intuizione, pazienza e continua sperimentazione.
Ogni nuova collezione rappresenta una sfida: l’occasione per esplorare nuove possibilità espressive, superare i limiti della materia e continuare a crescere, un pezzo alla volta.
La Sfida della Materia
Molte volte mi sono trovata a fare i conti con la porcellana, un materiale affascinante quanto impegnativo, capace di mettere alla prova pazienza e determinazione. Eppure non mi arrendo facilmente: provo, sperimento e ricomincio finché ciò che immagino non prende finalmente forma.
La ceramica mi offre la libertà di esprimere la mia personalità, di esplorare nuove idee e di percorrere strade creative sempre diverse. Plasmare la materia è un’esperienza intensa, fatta di attesa, intuizione ed entusiasmo: ogni pezzo che nasce porta con sé una parte della mia storia.
Quella che è iniziata come una passione, coltivata durante le pause pranzo in un importante studio di architettura napoletano, oggi si sta trasformando, con impegno e dedizione, in una vera professione. Un percorso costruito con le mani, la curiosità e il desiderio di dare forma a ciò che immagino.
Dove
NDR officina è un atelier sito a Roma, all'Alberone, in cui l’attività di architetto libero professionista si fonde contemporaneamente con il disegno e la creazione di piccoli arredi, complementi ed accessori. Gli oggetti realizzati sono sempre piccole serie o pezzi unici. Qualche volta anche errori di cottura, come fratture, vengono valorizzati con la tecnica del kintsugi.